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Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo

Al di sotto dell’attuale chiesa di S. Lorenzo, indagini archeologiche hanno evidenziato la presenza di due edifici di culto e di altri reperti che testimoniano la presenza di commerci con l’area bizantina e l’area longobarda. L’edificio più antico risale al VII secolo, e l’edificio romanico successivo era una chiesa ad unica navata e con tre absidi. Anche del secondo edificio si sono conservate le tracce delle mura perimetrali e di un fonte battesimale. L’edificio fu demolito nel XVIII secolo.

Costruita tra il luglio 1751 e l’ottobre del 1754 per volere del vescovo Antonio di Bagno su richiesta dei parrocchiani, per rispondere alle esigenze di una comunità sempre più numerosa. In pregevole stile barocco, situata in fronte al palazzo vescovile del XV secolo, detto “la Gran Villa del Sole” fatta erigere dal vescovo Matteo Boniperti ed utilizzata come residenza estiva. La chiesa è costituita da una struttura esterna in pietra, a cui è annessa il campanile, la casa canonica e uno dei lati delle aule parrocchiali, adibite alle attività dell’oratorio. All’esterno, ai lati della porta centrale, osservano due leoni stilifori in marmo rosso del 1400 attribuiti ai fratelli Jacopo e Pierpaolo delle Masegne, donati dal vescovo di Bagno e prima situati sulla facciata del Duomo di Mantova. Lo slancio verticale e la rientranza dei muri, richiamano la forma della cassa armonica di un violino, con il presbiterio che dà forma al manico. Il cornicione e la volta sono sostenuti da grandi colonne paraste che spingono il peso della volta verso l’alto, come se la chiesa al suo interno non avesse il tetto ma fosse aperta sopra la volta celeste. Tra una parasta ed un’altra (12 in tutto) non ci sono muri portanti, bensì spazi vuoti adibiti a cappelle o a stanze. Sono presenti affreschi dei 12 apostoli, dei quattro evangelisti e dei cinque Santi patroni (Maria Vergine della Pace, San Francesco Ferrer, San Lorenzo, San Bernardino da Siena e San Mauro). Dopo i danni subiti nel sisma del 2012, è ritornata al suo originale splendore da marzo 2017. All’interno sono custodite tele di Francesco Maria Raineri detto Lo Schivenoglia e di Giovanni Cadioli. È stata inoltre da pochissimo recuperata la pala d’altare raffigurante San Longino, un santo francescano, putti in adorazione della Trinità in gloria. Si tratta di un dipinto ad olio del secolo XVII.

Interno della Chiesa.

Chiesa di San Lorenzo - Pala di San Longino

Pala di San Longino, scoperta nei depositi del vecchio oratorio durante il restauro della chiesa parrocchiale di Quingentole, danneggiata dal terremoto del 2012.