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Il riso Vialone Nano

Nell'Oltrepò mantovano dalla prima metà del ’900, si coltiva il Vialone Nano, varietà ibrida (la più antica coltivata in Italia e la seconda in assoluto) incrocio tra in Vialone e il Nano, che contiene una proteina nobile che determina in fase di cottura elevata consistenza e bassa collosità. Perfetta per i piatti della cucina mantovana.

Le prime testimonianze di coltivazione del riso nel mantovano risalgono all’inizio del ’500. La risicoltura fu introdotta in particolare nei luoghi in cui, a seguito delle esondazioni dei fiumi, si verificavano ampi impaludamenti: in questo modo i terreni venivano gradualmente bonificati e usati proficuamente. Il riso è molto sensibile alle basse temperature e alle brusche variazioni: l’acqua limita gli sbalzi e stabilizza la temperatura del suolo e dell’aria in prossimità della coltura, salvaguardandone lo sviluppo. Nell’Oltrepò mantovano dalla prima metà del ’900, si coltiva il Vialone Nano, varietà ibrida (la più antica coltivata in Italia e la seconda in assoluto) incrocio tra il Vialone e il Nano, che contiene una proteina nobile che determina in fase di cottura elevata consistenza e bassa collosità. Perfetta per i piatti della cucina mantovana.