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La cipolla paglierina

“Tutto quel che esiste ho celebrato, cipolla, / ma per me tu sei / più bella di un uccello / dalle piume accecanti, / ai miei occhi sei / globo celeste, coppa di platino, / danza immobile / di anemone innevato / e vive la fragranza della terra / nella tua natura cristallina”. Pablo Neruda, Ode alla cipolla.

La cipolla di Sermide o Paglierina, si semina in autunno e si raccoglie in estate, e la Dorata Invernale, invece, si semina in primavera e si raccoglie fra luglio e agosto. La specie Paglierina, coltivata nell’area di Sermide, in quantità limitata, è Prodotto Agroalimentare Tradizionale, ha un diametro di 50-80 mm e pesa 120-150 grammi. Ha la caratteristica di avere sapore pungente se coltivata in terreni argillosi, dolce se i terreni sono sabbiosi. Giunta a maturazione non si conserva per più di tre mesi; questo ha influenzato le scelte dei coltivatori e l’ha resa un prodotto a rischio d’estinzione. Custode delle sementi, e presto anche museo familiare della cipolla di Sermide, è l’agriturismo Corte Gardinala. La cipolla Paglierina conserva un mercato strettamente locale. La cipolla di Sermide o Paglierina coltivata nell’area di Sermide è un prodotto a rischio d’estinzione e conserva un mercato strettamente locale. È alla base della ricetta tradizionale del Tiròt di Felonica che dal 2013 è diventato presidio Slow Food. Corte Gardinala conserva le ultime sementi della preziosa dorata di Sermide, e ha il compito di reintrodurre una coltura ormai scomparsa, tradizione che appartiene alla stessa famiglia Bertoni.

Il Vanghin

Quando le foglie appassiscono e ingialliscono curvandosi verso terra, la cipolla è pronta per la raccolta. Una volta si utilizzava il “vanghin”, piccola vanga fatta appositamente per poter scalzare i bulbi dal terreno. Le cipolle vengono poi lasciate sul campo per una settimana, sino alla completa essiccazione del gambo, prima di essere raccolte.