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Museo Civico Archeologico di Pegognaga

Il museo espone la collezione archeologica rinvenuta nell’Ottocento nell’area archeologica di San Lorenzo di Pegognaga. Il reperto più noto è il capitello con l’iscrizione PADO PATR[I], letteralmente “al Padre Po”. La dedica, databile alla fine del I sec. a.C. – I sec. d.C., testimonia l’esistenza di un luogo di culto al grande fiume che in epoca romana lambiva il sito di San Lorenzo.

Lucerna a volute, con inciso guerriero trace.

Il museo espone la collezione archeologica che la famiglia Bonatti Nizzoli ha donato al Comune agli inizi degli anni Novanta. I materiali sono stati rinvenuti nell’Ottocento nell’area archeologica di San Lorenzo di Pegognaga, nei pressi dell’omonima pieve, e sono riconducibili in gran parte al I sec. a.C. – II sec. d.C. Il reperto più noto è il capitello con l’iscrizione PADO PATR[I], letteralmente “al Padre Po”. La dedica, databile alla fine del I sec. a.C. – I sec. d.C., testimonia l’esistenza di un luogo di culto al grande fiume che in epoca romana lambiva il sito di San Lorenzo. Proprio sulle rive del Po in epoca romana sorgeva un piccolo vicus che si sviluppò grazie alle attività commerciali, attestate dal ritrovamento di anfore, ceramiche, vetri. Molti reperti visibili in museo facevano parte della suppellettile domestica, dalla ceramica al vasellame metallico, dai vetri ai manufatti in osso.

Interno del museo.

Il museo espone la collezione archeologica che la famiglia Bonatti Nizzoli ha donato al Comune agli inizi degli anni Novanta. I materiali sono stati rinvenuti nell’Ottocento nell’area archeologica di San Lorenzo di Pegognaga, nei pressi dell’omonima pieve, e sono riconducibili in gran parte al I sec. a.C. – II sec. d.C. Il reperto più noto è il capitello con l’iscrizione PADO PATR[I], letteralmente “al Padre Po”. La dedica, databile alla fine del I sec. a.C. – I sec. d.C., testimonia l’esistenza di un luogo di culto al grande fiume che in epoca romana lambiva il sito di San Lorenzo. Proprio sulle rive del Po in epoca romana sorgeva un piccolo vicus che si sviluppò grazie alle attività commerciali, attestate dal ritrovamento di anfore, ceramiche, vetri. Molti reperti visibili in museo facevano parte della suppellettile domestica, dalla ceramica al vasellame metallico, dai vetri ai manufatti in osso.

Interno del museo.