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Museo della Farmacopea

Il Museo della Farmacopea è costituita in parte da forme apotecarie in legno (25 pezzi), vetro, porcellana e maiolica di grande interesse artistico e storico e in parte da materiale cartaceo. Tale collezione presenta il suo elemento di maggiore valore nei 136 antichi vasi ipotecari, prodotti in officine venete (fabbriche Mainardi ed altri di Bassano) di cromia turchina dominante, ottimamente conservati e di rara bellezza.

Il Museo della Farmacopea, inaugurato nel 2008, è ospitato nel settecentesco Palazzo Cavriani-Bonazzi. Espone la collezione del farmacista Losa - acquistata dalla Regione Lombardia nel 2002 e depositata ad Ostiglia, l'anno successivo, grazie ad un Accordo di Programma - costituita da forme apotecarie in legno (25 pezzi), 136 vasi da farmacia, oltre 200 fra vetri e strumenti, ed una parte di materiale cartaceo. L’esposizione, che si articola in due grandi sale ed un corridoio di collegamento, è stata studiata dalle dott.sse Mariarosa Palvarini Gobio Casali e Anna Maria Lorenzoni e dal dott. Emilio Guidotti, tutti specialisti del settore. Un quarto elegante ambiente è adibito a sala convegni. Nella prima sala, “degli orcioli”, sono esposti, in sequenza cronologica, i vasi da farmacia che rientrano nella grande categoria degli orcioli con becco a cannone. Sono tutti a fondo bianco-turchino con decorazioni in azzurro e scritte apotecarie in viola manganese, appartenenti prevalentemente a manifatture venete dei secoli XVI-XVIII, fra cui la pregiata Mainardi di Bassano; presenti anche "pezzi" faentini e liguri.

Il motivo dominante nella collezione delle maioliche appare quello settecentesco, dipinto in modo accurato e diverso su ogni pezzo, a bacellature verticali azzurre imitante, con pennellate di colore, la forma degli argenti sbalzati dell’epoca. Nella seconda sala, “degli albarelli”, sono visibili numerosi albarelli a rocchetto che - per età, tipologia decorativa e manifattura - si collegano agli orcioli della tipologia in monocromo azzurro della prima sala, ma ci sono anche orcioli del XVIII-XIX secolo decorati con policromie e finiture in oro oppure con arpie, una serie di vasi in vetro lattimo decorati con ricchi motivi floreali policromi del XX secolo, cinque pillolieri con coperchio e una serie di piccoli vasi da farmacia della fine del XIX - inizi XX secolo in maiolica color bianco lattiginoso. Le tre ampie vetrine, collocate nel corridoio che collega le due sale, accolgono una rara serie di 25 scatole da farmacia in legno curvato, vari attrezzi da farmacia e numerosi contenitori per sostanze farmaceutiche in vetro soffiato o stampato. A corredo del percorso, sono stati inseriti nove pannelli che illustrano la storia della Farmacopea e quella dei vasi da farmacia.

Palazzo Bonazzi, sede del Museo.

Palazzo Bonazzi

Commissionato nel 1783 dall’ostigliese Giuseppe Maria Bonazzi all’Architetto Bolanni. La facciata, in pietra a vista, e al cui centro si eleva un ampio frontone triangolare, è incompiuta e manca dell'ala sinistra. Nell’atrio di ingresso le volte sono sostenute da quattro colonne in marmo. All'interno, l’antica residenza borghese è ricca di opere d'arte pittoriche degli inizi del XIX secolo. Il giardino (ritratto nella foto sopra) è arricchito da elementi scultorei ed architettonici, ed oggi costituisce la parte storica dei più ampi e centrali giardini pubblici. Morto il Bonazzi nel 1818, Palazzo e giardino furono venduti nel 1886 da un lontano parente, Annibale Cavriani, al Comune di Ostiglia per farne la sede ufficiale del Municipio. Nel 2004 fu effettuato un restauro parziale, grazie ad un finanziamento della Comunità Europea. Attualmente, parte dell’edificio è oggetto di importanti lavori di ristrutturazione, a seguito degli eventi sismici del 2012.