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Museo diffuso G. Gorni

II museo ha sede nelle Ex-Scuole Elementari G. Pascoli della frazione di Nuvolato, edificio progettato dallo stesso artista tra il 1929 e il 1930, e inaugurato nel 2005 per accogliere le sue numerose opere. La collezione e costituita da 400 opere tra sculture, incisioni, disegni e dipinti. I disegni sono popolati di vacche e contadini, fatti di gesti quotidiani, di piccoli affetti, mostrati con la forza e l’intensità di chi ha trovato la giusta chiave di lettura. Le sculture,modellate con l’argilla del Po e del Secchia, imprigionano la forza della terra rendendo le pose cariche di vigore e passione. Le opere di Gorni ci offrono una visione d’insieme particolarissima della realtà contadina novecentesca.

Facciata del museo.

GIUSEPPE GORNI (1894 -1975) Architetto, scultore, pittore di Nuvolato. "Intendi o Compaesano che quello che voglio dire è cosa di tutti, anche tua ed è un tesoro immenso non barattabile con denaro e che tu stesso puoi avere senza porgere moneta...Devi sapere che le cose del mondo si devono intendere non come si vedono ma per quel che dicono, non per ciò che in esse è caduco ma per quel che hanno di eterno. Io mi sono sforzato di essere chiaro tu dunque sforzati di comprendermi" Giuseppe Gorni L'autore ha lasciato importanti documenti del suo amore per la civiltà contadina e i tipici paesaggi nel paese natale. Affascinato dalla Pieve di S. Fiorentino, come architetto dal 1925 al 1930 , Gorni ha prodotto: il magazzino di granaglie di Quistello, la casa del fruttivendolo, del falegname e del panettiere di Nuvolato, la casa del "Balilla" (attuale palestra) poi la sua casa "la Selvaggia", l'ingresso del cimitero e la scuola elementare di Nuvolato. Le strutture in terracotta e in bronzo che egli ha creato rappresentano un patrimonio monumentale comunale: la prima è "la vecchietta" che sosta in preghiera davanti al cimitero di Nuvolato, la seconda è "il contadino capolega di S. Rocco" del 1973.Sempre nello stesso anno, Gorni da vita al personaggio caratteristico della realtà rurale locale : "Main" pubblicando in occasione della fiera di S. Bartolomeo il manifesto "La vaca ad Main". Vi si rappresenta questo contadino che non abbandona mai la sua campagna e che l'unica volta all'anno che si reca al paese in occasione della fiera, porta con sé la moglie, il figlio e l'inseparabile vacca. Questo manifesto fu aggiornato dall'artista ogni anno fino alla sua morte. "La vacca ad Main" era anche il titolo di una pubblicazione satirica a numero unico con la quale l'autore si divertiva a fare caricature dei personaggi più in vista del paese accompagnate da vignette sia in italiano che in dialetto. Museo d'Arte Moderna e Contemporanea. Pitture, disegni, sculture e grafiche di artisti di area locale rappresentano il nucleo più significativo della raccolta, databile cronologicamente tra la fine dell'Ottocento e la seconda metà del Novecento, comprendente opere di Baldissara, Cavicchini, Celada, Gambetti, Gorni, Pio e Defendi Semeghini, Viani, Villani, Vincenzi, Viviani e altri ancora. Alle collezioni provenienti inizialmente da donazioni di artisti e privati cittadini si sono aggiunte progressivamente importanti acquisizioni che hanno notevolmente ampliato la raccolta, per la maggior parte catalogata, inventariata e fotografata. Ad arricchire ulteriormente il patrimonio originario hanno poi contribuito le opere, soprattutto grafiche e pittoriche, acquisite o donate dagli stessi artisti o dagli eredi (tra cui si ricordano quelle di Gorni, Carpeggiani, Padova, Gatto, Vincenzi, Gambetti, Bodini, Viviani) a seguito delle frequenti rassegne tematiche temporanee periodicamente allestite nella Pinacoteca, sempre dedicate all'arte del Novecento in territorio mantovano.

Interno del museo.

Gorni a Quistello.

Lo scultore G.Gorni al lavoro