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Palazzo municipale di Quingentole

Il Palazzo Municipale, che domina l’attuale piazza Italia, nasce come villa dei vescovi di Mantova a Quingentole dove l’episcopato mantovano possedeva diversi terreni già dall’anno 972.

Il Palazzo Municipale, massiccia costruzione che domina l’attuale piazza Italia, nasce come villa dei vescovi di Mantova a Quingentole dove l’episcopato mantovano possedeva diversi terreni già dall’anno 972. Una prima breve descrizione del primitivo nucleo della villa è del 1484. Alla fine del Quattrocento Lodovico Gonzaga, vescovo di Mantova, decide di ampliare la residenza vescovile che assume la tipologia rettangolare con cortile interno porticato sull’esempio di vicine residenze di campagna gonzaghesche come il limitrofo palazzo ducale di Revere. Durante questi anni l’edificio assume tutti i connotati che lo rendono villa e quindi residenza appropriata per l’otium, la villeggiatura e il divertimento, il soggiorno di campagna del signore. Nel Cinquecento la villa continua ad ospitare i vescovi di Mantova e tra questi il più importante è il cardinale Ercole di Gonzaga che realizza uno splendido giardino e che per promuovere un nuovo apparato decorativo della villa chiama Giulio Romano. Su disegno di quest’ultimo (come dimostra lo schizzo autografo 3571 conservato al Louvre di Parigi) è realizzato l’apparato decorativo del vestibolo, ancora rintracciabile nel piano terra dell’edificio. Tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento la corte e la tenuta agricola vengono affittate al duca Vincenzo I Gonzaga e la villa diventa luogo di villeggiatura per il vescovo e peri duchi della famiglia Gonzaga. Nella prima metà del Settecento, l’avvicendarsi delle guerre di successione polacca e austriaca, portano all’incendio, alla parziale distruzione e al saccheggio dell’edificio. Fra il 1719 e il 1761 il vescovo di Mantova Antonio di Bagno si preoccupa di ricostruire le parti della villa andate distrutte e fa erigere una nuova chiesa parrocchiale nella piazza della villa vescovile. Durante l’Ottocento l’edificio subisce diversi interventi di ristrutturazione che portano alla perdita di gran parte dell’apparato decorativo. Fra il 1868 e il 1869 la villa vescovile viene acquistata dal Comune di Quingentole per ospitare gli uffici pubblici e le scuole e trasformato per accogliere nuovi ambienti come il Teatro inserito nel lato sud alla fine dell’Ottocento. Nel 1934 il pittore e scultore Giuseppe Gorni interviene con un progetto di restauro: vengono introdotte le finestre quadrate dell’ultimo piano e inseriti portali di ingresso, molto sporgenti, in stile fascista.

Affreschi all'interno dell'ex palazzo vescovile.

Affreschi all'interno dell'ex palazzo vescovile.