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Pittore Raineri, detto lo Schivenoglia

Francesco Maria Raineri, detto "Lo Schivenoglia", è un grande pittore vissuto a cavallo del XVII e XVIII secolo, le cui numerose opere si trovano sparse in molti luoghi di culto non solo nel mantovano.

"Il ratto di Dejanira", Francesco Maria Raineri detto lo “Schivenoglia”.

Detto “Lo Schivenoglia”, fu allievo di Giovanni Canti, da cui apprese la tecnica di una pittura stesa velocemente con pennellate rapide e decise. Superò di gran lunga il maestro e raggiunse livelli eccelsi grazie al suo spessore inventivo, all'originalità e all'estro pittorico, all'abilità nel disegno, alla novità della sua programmata asimmetria che porta ad un'innovazione dell'estetica e della composizione spaziale delle tele. Collaborò su tele ed affreschi con Giuseppe Bazzani (1690-1769), anch'egli allievo del Canti. Esponente del Rococò, il Raineri si fa portatore dei segni inquietanti del Settecento, secolo in cui molte certezze svaniscono e vengono sostituite da speranze e da insicurezze. Fu ricordato come pittore di battaglie e paesaggi (vedutista) dai contemporanei che cercarono di sminuirne le capacità non essendo ben visto dai potenti dell'epoca. Leopoldo Camillo Volta nel 1777 lo ricorda così: “A forza di un lungo studio sulle opere dei migliori Maestri, e sulla natura, era giunto a possedere tutte le necessarie cognizioni,e a comprendere perfettamente tutte le recondite finezze dell'arte. Non eravi forse chi sapesse disegnare il nudo meglio di lui. Bazzani suo amico era solito dargli a correggere i propri quadri, e di studiare i suoi disegni”. Dipinse battaglie, scene mitologiche, ritratti, figure sacre, scene religiose e paesaggi. È stato definito il “surrealista del Settecento mantovano”. Si rapportò sia alla pittura lombarda che a quella emiliana. Tenne una scuola di pittura. Fu nominato primo direttore dell'Accademia delle Belle Arti di Mantova (detta anche Teresiana) nel 1753. L'Accademia fu fondata da Giovanni Cadioli (pittore) nel 1752 dopo l'autorizzazione di Maria Teresa d'Austria. A Giovanni Cadioli, preparatore delle tele dei dipinti e pittore, e ad Antonio Bonoris, pittore, lasciò in eredità (come da testamento) tutto il suo studio. - citare quadro a Quingentole!

Premio Rainieri.